CAMBIARE VIA, CAMBIARE ROTTA…

Una vecchia canzone diceva “Per quest’anno, non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare…” be questo è sicuramente un concetto applicabile a tutti quelli a cui non piace troppo cimentarsi in nuove avventure e viaggi. La stessa cosa non si può dire in campo strategico e pubblicitario. Quando è il momento di cambiare, bisogna farlo senza remore.

Cambiare strategia non è sempre facile, ma può rappresentare una via d’uscita per rilanciare un progetto commerciale. Ripensare alla strategia può implicare un processo di rebranding, il cambiamento della brand identity (magari marchio e nome), ma può andare anche oltre. Può includere lo svecchiamento di un marchio che magari esiste da decenni ed ha bisogno di tono fresco, magari questo può essere il punto di partenza per un vero e proprio cambio di rotta, male non fa. Infatti, per innescare il processo di cambiamento è necessario fare un’analisi che consideri i seguenti punti:

  • PRESENZA DI ERRORI EVIDENTI, se il proprio business vive un momento di defaillance significa che il vaso da qualche parte gocciola, ma può essere sicuramente aggiustato prima che si rompa…
  • DIMINUZIONE DELLE VENDITE, negli ultimi 6 mesi sono calate le vendite del tuo prodotto o servizio
  • ASSENZA SITO WEB, è il caso aziende con venti, trent’anni di vita che non si sono ancora buttate nella marea web
  • MALCONTENTO DEI CLIENTI, quando questi si lamentano in modo evidente


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Il vero e proprio cambio di rotta della strategia del proprio brand può davvero funzionare se questo cambiamento parte dall’interno, per l’esattezza da se stessi. Non appena questa consapevolezza sarà presente in se stessi allora funzionerà anche nell’estensione verso gli altri, il lavoro e la vita professionale. Cambiare il proprio approccio verso il miglioramento del proprio business non sempre è un processo repentino. Il punto chiave è decidere di affidarsi a un professionista del settore e rivedere la propria strategia di marketing. Infatti, per far questo è utile rivolgersi ad un’agenzia strategica e ad un planner o manager che possano confezionare i giusti consigli ed anche, ad un blogger che curi i contenuti sul web piuttosto che far elaborare una strategia di influencer marketing ecc.

Con ciò, non intendo dire che si tratti di un cambiamento facile e veloce, da un giorno all’altro (cosa impossibile), ma piuttosto di un cambiamento assai lento ma, in certi momenti, inesorabile. Il punto centrale è decidere di cambiare, una volta fatta questa scelta, di iniziare a farlo. E subito. Infatti, proprio questo subito fa la differenza, spesso tergiversiamo tirando in ballo delle scuse le quali non fanno altro che determinare lungaggini irritanti per chiunque.

Partiamo da piccole cose o piccoli gesti che possono riflettersi nel nostro approccio professionale positivamente. Soggettivamente, impegnarsi in un cambiamento verso piccole decisioni, nuove e sagge abitudini non può che far bene. Ad esempio, quello di leggere un libro al mese, guardare video o lezioni di chi ce l’ha fatta, dedicare un’ora della propria settimana alla meditazione, allo sport, o, perché no, al riposo, se siamo soliti trascurarlo. Cose semplici, insomma, che però ci consentono di avviare la macchina del vero cambiamento. Una volta raggiunto un equilibrio in questo senso, si ha la giusta propensione per estendere una svolta anche nella propria professione.

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Esci dalla tua “comfort zone” e buttati: sì, credo che ad un certo punto l’unica cosa da fare sia buttarsi. Valutati i pro ed i contro del caso certamemte, ma poi ci serve un’unica parola d’ordine e cioè AGIRE. Questo significa alzare il telefono e chiamare una web agency se pensiamo ci serva un buon sito, un blogger se pensiamo di essere carenti sui contenuti, un arredatore di interni se pensiamo che il nostro negozio vada rinnovato.

Se hai un’azienda, un business o sei dipendente, credo che ti sarà capitato di sbagliare, penso che l’errore sia utile (certo appena lo commetti non sei proprio di quest’opinione) però tutto quello che ci capita nella vita quotidiana e nel lavoro hanno un’utilità e portano a creare la propria unicità che è quella che ci contraddistingue.

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Un cambio di rotta di successo a cui ho pensato in questi giorni è il caso di Netlfix, dapprima concorrente di Blockbuster che sembrava navigare in ben pessime acque, gli fu negata l’acquisizione proprio da Blockbuster e dovette ripensare alla propria strategia. Nel 2008 Netlflix decise di cambiarla questa benedetta strategia, rendere fruibile ed accessibile la visione di film, tv e spettacoli attraverso un abbonamento on demand, sfruttando l’emergente internet. Oggi, 10 anni dopo, questo cambio ha determinato un successo epocale tanto che l’allora pesce piccolo Netlfix si è accaparrato una gran fetta di mercato.

Il grande colosso McDonald’s ha scelto di rivedere tutto il proprio packaging elaborando una strategia sulla base del riciclo. L’operazione ha coinvolto diversi grafici che per circa un anno hanno studiato una veste grafica che potesse rilanciare l’azienda i cui introiti erano diminuiti negli ultimi anni.

Ancora Abercrombie, la celebre catena di abbigliamento ha visto un cambio di rotta intorno al 2014 quando il patron dell’azienda ha dato ascolto al suo team per offrire una strategia più affine ai clienti che nel tempo sono cambiati. Una modifica che ha coinvolto l’allestimento dei negozi, l’inserimento del nero tra i colori dei capi e taglie oltre la 44.

Insomma cambiare tanto per non serve, ma cambiare con criterio ed intelligenza può portare ad ottenere dei risultati anche insapettati sia nel privato che nell’ambito professionale.

Cosa ne pensi della possibilità di cambiare strategia del tuo business? Mi piacerebbe sapere la tua opinione su questo argomento: sei d’accordo con me?
Vorresti leggere un argomento in particolare? Scrivimi e cercherò di parlarne quanto prima! Per tutti i suggerimenti o le osservazioni, ti invito a commentare questo articolo qui sotto oppure a scrivermi qui.

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