4 thoughts on “Ma seriamente un logo è così importante?

  1. Complimenti Elena, un’altra perla ai tuoi articoli…Sei un vero rifermento nel nostro lavoro evidenziando non solo linee guida utopiche irraggiungibili ma evidenziando anche la cruda realtà di attriti con il committente che spesso piegano la nostra idea! Continua cosi!

  2. Ciao.

    Nel complesso mi piace molto il tuo pensiero sui loghi, si.

    Sono però scettico quando dici:
    “…una persona acquista un prodotto non tanto per il prodotto in sè ma per la percezione che gli viene trasmessa proprio dall’immagine…”

    Personalmente se il mio logo dovesse fare una cosa del genere ci sarebbe qualcosa che non va. Si perchè alla fine dei conti un logo non è altro che un punto di passaggio, un qualcosa che serve per portare una persona verso la “soluzione” del suo problema, cioè dovrebbe servire per indirizzare un possibile cliente verso il prodotto più adatto alle sue necessità. Nessun logo ha mai risolto i problemi di nessuno.

    Invece, ho apprezzato moltissimo l’idea di fornire diverse varianti per lo stesso lavoro, per lo stesso logo. Troppo spesso sento e vedo “professionisti” che arrivano e ti dicono : “ecco, questa è la soluzione al tuo problema”. No, non ci siamo proprio. Sono pochissimi i problemi che hanno un’unica soluzione. Soprattutto nel caso di un logo, il proporne più di uno è doveroso e permette a chi deve effettuare la scelta di stabilire quale sia la migliore grafica per i propri prodott/marchii. Il proporre un’unica soluzione più che altro dimostra l’arroganza di alcuni “professionisti”.

    Ora vorrei dire una cosa riguardo i clienti, cioè quelle aziende/persone che vanno dal professionista di marketing o dal designer a gli chiedono di iniziare un nuovo progetto. Spesso sento lamenti del tipo “il cliente non capisce, non ascolta e vuole fare come vuole lui”, oppure “come è difficile trattare con questi clienti testardi”, etc… A furia di sentirle e di leggerle, l’unica cosa che mi viene da pensare è: “che lagne pallose”. Chi si occupa di design, marketing e comunicazione spesso, troppo spesso, non si rende conto che non è il cliente che non capisce, ma è il marketer/designer che è assolutamente incapace di dimostrare oggettivamete, e con parole semplici, la bontà delle proprie proposte. Nella mia vita ho sentito tanti discorsi su design, marketing e comunicazione, ma pochissime volte ho sentito discorsi dimostrati oggettivamente e fatti con un linguaggio tale da renderli veramente comprensibili a tutti(o quasi).

    E concordo con Einstein : “Se non lo sai spiegare in modo semplice, non l’hai capito abbastanza bene”.

    Comunque, ritengo che i loghi non debbano rispecchiare solamente un prodotto e una filosofia aziendale ma debbano anche essere creati in base al target di persone alle quali si va a proporre il prodotto rappresentato dal logo stesso.

    E qui poi entra anche in gioco il fattore psicologico e fisico della faccenda. Come vede il nostro logo chi guarda? E chi guarda non sono MAI io.

    Personalmente ho trovato molto interessante un’infografia che tenta si spiegare come il cervello vede un logo:

    https://www.entrepreneur.com/article/238484

    Credo che possa essere buona cosa tenere in considerazione anche cose del genere.

    Infine, quando si tratta di loghi, vederne la realizzazione dal vivo, può essere molto istruttivo. Tempo fa Aaron Draplin ha fatto un bel video nel quale mostra come creare un logo, nella pratica:

    http://www.artwort.com/2014/12/30/design/come-creare-un-logo-15-minuti-con-aaron-draplin/

    Ovviamente, sopra tutto questo, c’è la bravura e l’intelligenza di chi progetta il logo.

    Be, penso di aver detto tutto.

    • Ciao Roberto e grazie per il tuo commento.
      Dunque l’aspetto della percezione…be, secondo me è importante eccome! Spesso le persone acquistano un prodotto proprio perché percepiscono un’emozione, un legame con quel brand e sono affascinate dal logo, e più in generale dall’immagine coordinata. Onestamente a me è successo di comprare qualcosa che non mi serviva solo perché ammaliata dalla bellezza di un logo o di un aspetto che componeva l’immagine di un brand o magari quel prodotto mi “ispirava” fiducia… be in questo senso ho inteso la percezione.
      Sì, credo che la varietà e la molteplicità delle proposte sia una carta in più soprattutto in certi ambiti. Sono d’accordo con te, in generale, sul fatto che spesso ci si lamenta che il cliente non capisca o non ascolti, infatti la comunicazione tra chi si occupa di marketing o design e le aziende o persone che propongono un lavoro è proprio necessaria! Però voglio anche farti notare un altro aspetto, personalmente mi è capitato, spesso le professioni creative vengono sottovalutate e viene concesso ben poco tempo per spiegare le varie proposte, questa non è un’attenuante, ma va tenuto in considerazione. Ciò non toglie che Einstein aveva ragione, dopo tutto è sempre Einstein! Sono sempre un insieme di fattori che determinano la buona riuscita di un progetto, l’importante è che ci sia volontà tra le parti coinvolte. Indubbiamente il target è un aspetto fondamentale perché aiuta nella scelta del registro linguistico da utilizzare, nella scelta di colori, forme ecc.
      Ancora grazie

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