Mobile Lovers: quanto internet influenza la nostra vita quotidiana?

Qualche giorno fa ho partecipato ad un interessante convegno riguardante il cambiamento del ruolo della carta stampata, nel corso degli anni, fino alla preponderante affermazione dei nuovi media.
Mi ha colpito particolarmente una fotografia mostrata in uno degli interventi. L’immagine in questione era Mobile Lovers. Ricordavo di averla già vista e, in effetti, era proprio così. Mobile Lovers era la famosa opera, comparsa improvvisamente a Clement Street (Bristol), lo scorso anno, successivamente attribuita all’artista inglese Bansky. L’opera ritrae due innamorati che si abbracciano ed hanno il viso illuminato dal display del loro cellulare. Lì per lì quest’immagine mi ha aperto un mondo… sì, in effetti l’opera di Bansky altro non fa che rappresentare ciò che vedo ogni giorno tra i vagoni del treno, per le strade, in mezzo alla gente. I dispositivi mobili sono prepotentemente parte della nostra vita quotidiana e spesso non ci accorgiamo di quanto tempo rimaniamo ipnotizzati da essi, ma soprattutto non ci rendiamo conto di quanto tempo sacrifichiamo a gesti concreti e persone reali che ci stanno accanto.

Partendo da Mobile Lovers la riflessione si amplia. L’ultimo rapporto Audiweb, “l’organismo super partes che rileva e distribuisce i dati di audience di internet in Italia, offrendo al mercato dati obiettivi, di carattere quantitativo e qualitativo, sulla fruizione del mezzo” (clicca qui), ha stimato una total digital audience, nel mese di settembre, pari a 28,8 milioni di utenti, si parla del 52% degli utenti dai 2 anni in su. (Tutti i dati sono consultabili gratuitamente qui). Nel giorno medio si parla di 21, 6 milioni di utenti unici totali e 17,5 provenienti da device mobili quindi smartphone e tablet. Gli utenti unici totali o total digital audience rappresentano il consumo totale del mezzo (in combinazione agli utenti unici al netto della sovrapposizione con altri device, alle pagine viste e al tempo). Questi sono dati importanti. Se si pensa poi che il campione tiene in considerazione gli italiani a partire dai due anni, si aprirebbe qui una parentesi grande quanto una casa…

Ma torniamo al fulcro della mia riflessione.

digital audience

Si parla di 21.558 milioni di utenti online nel giorno medio per un tempo medio di 2 ore circa. La connessione ad internet arriva soprattutto dai dispositivi mobili. Questo non mi stupisce affatto, diciamo che sembra un fatto ormai ovvio: chi non ha uno smartphone? Chi non usa almeno un’app al giorno? Chi non controlla i vari profili social dal proprio cellulare?
Credo che siano davvero in pochi, infatti ci troviamo circondati da bambini super tecnologici e anziani sempre più lontani dalle nuove tecnologie, anche se ci sono eccezioni di persone in là con l’età particolarmente desiderose di essere parte di questo cambiamento sociale che si improvvisano conoscitori di smartphone, pc ecc…In tutta onestà sono anche convinta che l’effettiva connessione giornaliera per singolo individuo sia maggiore rispetto a quella che emerge nel rapporto Audiweb.

Mobile Lovers è una provocazione che ci può mettere davanti al fatto compiuto, cioè che siamo completamente immersi nella realtà virtuale, ormai paghiamo le bollette, prendiamo appuntamenti per visite specialistiche, seguiamo la nostra serie tv preferita direttamente dal nostro dispositivo portatile: attività che 10 anni fa sicuramente consideravamo impossibili o quasi! La cosa che più spaventa, non è la dimensione “utile” di internet che ci porta a gestire le nostre azioni, i conti in banca, gli acquisti ovunque siamo, la cosa che spaventa è questa necessità di essere sempre collegati, o meglio di voler essere sempre collegati, disponibili, online… vedere se la foto pubblicata o il post siano stati commentati, come e quando, da chi… Credo che quest’aspetto sia sottovalutato, c’è una vera e propria assuefazione dal mezzo internet e Mobile Lovers spiega questo concetto meglio di mille parole. Credo anche che questa assuefazione non sia immediatamente percepibile dai soggetti coinvolti, e sì perché dietro a quei soggetti, ci sono io, ci sei tu che leggi questo articolo, il tuo compagno, la tua amica ecc…a volte non ce ne accorgiamo per niente, altre magari sì… Il risultato di tutta questa vita virtuale e parallela rispetto alla realtà a volte nasce per lavoro, altre sul lavoro, a volte per noia, curiosità, rabbia, si potrebbero trovare miliardi di motivi ma forse nemmeno uno vale davvero la pena e per questo io dico che, come in tutte le cose, è sempre valido il vecchio proverbio popolare: Il troppo storpia!
Nel momento in cui davanti al nostro innamorato abbiamo il viso illuminato dal display del cellulare per più di qualche minuto…be qualcosa non va…è tempo di spegnere tutto e tornare alla realtà!

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