Piano editoriale: la bussola del blogging

Il piano editoriale è una vera e propria bussola per chi si occupa di blogging.

È l’organizzazione, la via da percorrere per impostare al meglio un blog, offre una strada da seguire nel tempo e racchiude la strategia che si vuole portare avanti.

Può essere considerato come lo scheletro del nostro progetto che aiuta a contenere gli errori, a volte anche a prevenirli, a non farsi cogliere impreparati e ad avere sempre dei contenuti da pubblicare. L’importanza dell’organizzazione del proprio lavoro credo sia un punto di partenza imprescindibile sia perché non sarebbe proprio il massimo come immagine per i nostri potenziali clienti sia perché si velocizza il lavoro. Nello specifico, il calendario editoriale ha cominciato a diventare essenziale quando c’è stata una generale sferzata del settore marketing, le cui strategie sono passate dall’essere focalizzate principalmente sui prodotti alle storie, alle esperienze, agli utenti/clienti ecc. È proprio in questo momento che organizzare un calendario è stata la salvezza per molti blogger che si muovevano con confusione sul web. È fondamentale essere in grado di individuare ed affrontare gli argomenti che interessano i lettori, il piano editoriale è una sorta di brainstorming iniziale che permette di classificare temi, stili, di fare una lista di priorità e così via. È ancor più utile se non si lavora da soli ma si gestisce un team di persone, il cui lavoro può essere organizzato e aggiornato in tempo reale mettendo tutti a conoscenza della strategia generale da seguire.

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Come realizzare un piano editoriale?


Ora racconterò la mia personale esperienza, io sono ancora troppo legata a carta e penna per cui il mio calendario editoriale, almeno la traccia di partenza, l’ho realizzata su carta per poi spostarmi su programmi più veloci e facilmente aggiornabili, come un foglio word, excel o ancor meglio, i documenti condivisi di google. Insomma le opzioni non mancano! Il piano editoriale va strutturato come se fosse un calendario con giorni, settimane, mesi per pianificare tutto al meglio dando un ordine di priorità o argomenti, per esempio con colori diversi.

 

Cosa metterci dentro?


Il piano editoriale ha un obiettivo principe che è quello di agevolare il tuo lavoro e quello del tuo team. La scelta degli argomenti è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi prefissati in termini di performance del blog. Inizialmente mi capitava di scegliere gli argomenti un po’ a caso, in base alle mie preferenze poi ho capito che così non funzionava ed era più utile fare una ricerca su quelli che sono gli argomenti richiesti dagli utenti, quelli più cercati. Lì è la chiave di tutto, c’è sempre di mezzo Google insomma…

Ho un rapporto di amore e odio con Google, mi rendo conto.. però, in questo caso, regge le fondamenta di tutto il sistema che sta dietro un blog. Una persona cerca determinate parole e tutti i contenuti con quelle parole scalano le varie posizioni della lista. È un po’ quello che tutti i blogger cercano di ottenere, in quest’ottica bisogna quindi lavorare sulla produzione di contenuti validi che non sono i nostri preferiti, ma sono quelli richiesti dagli utenti che arriveranno a noi più facilmente e magari diventeranno dei contatti e dei clienti. Insomma questo è un po’ il processo e si capisce perché avere un piano editoriale consente di non far affondare tutta la barca.

I contenuti non devono essere troppo scontati, devono attrarre l’ipotetico lettore ed avvicinarlo poi al resto del blog/sito. È importante guardare e osservare da lontano chi scrive sullo stesso argomento quindi un competitor e cercare sempre fonti attendibili da cui partire per elaborare il proprio contenuto. 

Il piano editoriale permette anche di stabilire lo stile del proprio blog ancor prima di cominciare a scriverci ed il tono che si vuole utilizzare ecc. Sarà utile segnarsi queste cose per fare in modo che possano essere consultabili in qualsiasi momento.
Quando si crea un piano editoriale va stabilita anche la frequenza di pubblicazione: una volta alla settimana, una al mese ecc. Bisogna stabilire se servirsi dei social, che va detto, danno un aiuto iniziale forte, ma se poi non ci sono contenuti validi, il passaparola virtuale serve a poco. Non sarà facile rispettare le scadenze prefissate, ma bisogna almeno provarci!

non devono mancare le valutazioni su

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Il piano di comunicazione non è quindi una scemenza come spesso si pensa, dietro la sua realizzazione c’è un lavoro di ricerca e di organizzazione che darà poi i suoi frutti. C’è anche da dire che il calendario così organizzato non è immutabile e scritto una volta per tutte, vale la pena di modificarlo in base alla realtà che viviamo, per esempio, se ci rendiamo conto che alcuni temi sono già vecchi, non ha senso trattarli. Personalmente ho affrontato l’esperienza del blog con un po’ di casino in testa, ad un certo punto mi sono fermata: Alt! C’era bisogno di un’organizzazione e il piano editoriale mi ha dato una grossa mano. Ovviamente non c’è la soluzione giusta, ma c’è quella che va bene per te e per il tuo blog, bisogna pazientare nel trovarla e saperla interpretare quando ce l’abbiamo per le mani in modo da poter raggiungere gli obiettivi prefissati e sopravvivere alla marea del web.

Anche tu hai un piano editoriale? Pensi di farne uno a breve? Puoi raccontarmi la tua esperienza commentando questo articolo, ti invito anche a condividerlo sui tuoi social. Se invece, non sai da dove cominciare con il piano editoriale, nessun problema, contattami, ti darò volentieri una mano!

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