real marketing

Real Marketing sì o no…?

Quante volte mi sono detta: devi essere al posto giusto, al momento giusto? Direi tante… è la stessa logica che ruota intorno al Real marketing. Per alcuni è meglio conosciuto come marketing diretto, è una tecnica di vendita che indica la capacità di saper rispondere agli stimoli del mercato in real time appunto. Questo approccio è stato riscoperto con nuove modalità nell’era del web e dei social.

Siamo costantemente bersagliati da messaggi, notifiche che ci arrivano in tutti i momenti della giornata sul nostro cellulare che ormai è diventato un’estensione della nostra mano. Siamo sempre in allerta e pronti a rispondere così anche le aziende non vogliono essere tagliate fuori da questo circolo vizioso.

Il real marketing non deve essere lasciato al caso, ma è il frutto di una strategia, uno studio accurato da parte di un’azienda che cerca di essere ancora più vicino ai propri utenti esattamente in quel momento, quello giusto. Da parte di chi produce ciò che sta dietro ad un’operazione di real marketing, non possono mancare creatività e prontezza d’azione altrimenti si perde l’attimo e si rischia di produrre un contenuto fuori tempo. Il tempismo è il compagno di viaggio soprattutto dei giornalisti che, da che mondo è mondo, rincorrono le notizie per arrivare prima degli altri. Ma il tempo è anche il compagno dei social media manager che devono stare sempre e comunque sul pezzo, devono essere presenti qui ed ora. Infatti, riuscire a comunicare con i propri utenti nello stesso momento in cui è accaduto un fatto particolare e creare un legame tra quell’evento specifico ed il prodotto che si vuole promuovere, non è mica roba da poco!

Sono bravissimi in questo i creativi di Ceres, il marchio della birra che non smette mai di sorprendere, non mancando mai un appuntamento in base a ciò che accade, ma ancor di più lo fanno con coerenza e creatività, un esempio per tutti insomma.

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Ma perché si opta per il real marketing?

I motivi possono essere tra i più diversi, di solito le aziende lo fanno per condividere qualcosa con gli utenti, per promuovere eventi o per supportare una strategia di marketing già in corso su altri canali. L’aspetto insolito del real marketing è legato allo stile. Mi spiego meglio, se pensate ad una campagna pubblicitaria tradizionale ecco, non è questo… Il real marketing ha uno stile fresco, ironico, che colpisce proprio per il linguaggio amichevole e mirato. Se un’azienda riesce a comunicare questo, secondo me, sta utilizzando al meglio il real marketing in quanto le persone non vogliono vedere palesi offerte commerciali, ma vogliono essere coinvolte nelle dinamiche dell’azienda, nel suo contesto sociale circostante ecc. Il real marketing funziona solo se pensato e studiato in questo modo, in alternativa è un floop.

La principale forma di real marketing è quella legata ad un fatto esterno accaduto improvvisamente che si cerca di cavalcare in qualche modo perché diventa di tendenza, tutti ne parlano. Questo è il caso più eclatante, ma ci sono tante forme di real marketing con cui abbiamo a che fare più spesso di quanto pensiamo. Sono esempi di real marketing gli eventi pianificati dall’azienda: il lancio di un prodotto, una conferenza di settore ecc.

Avete mai sentito parlare di trigged e-mail? Sì, quelle comunicazioni che ricevete ogni qual volta avete compiuto un’azione su un sito, per esempio un acquisto. Non vi siete mai accorti di ricevere subito dopo un buono sconto, una mail di ringraziamento che ci propone acquisti simili a quelli appena effettuati? Lo fa Decathlon, lo fa Amazon, lo fanno in tanti…

Un’altra forma di real marketing è quella del customer care mascherato in pagina social, la pagina twitter di Tim, ne è un esempio ben strutturato. Il real marketing è anche legato alle dirette facebook o al live twitting quando, per esempio, Gianni Morandi fa una delle sue dirette sta sfruttando questo tipo di rapporto con gli utenti, crea una connessione con loro, un legame.

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Quando ricorrere al Real Marketing

Il real time marketing è facilmente pianificabile con eventi conosciuti, per esempio il Natale, la festa della donna ecc. è più complicato da gestire su un avvenimento improvviso, la vittoria di una squadra di calcio al campionato di serie A, di una medaglia olimpica o quella di un candidato che non ci si aspettava alle elezioni. Qui il social media manager deve saper cogliere l’attimo, partorire un’idea valida e…postare!

Il fatto che la tempestività sia cruciale, non significa che bisogna creare un contenuto senza pensare, tanto per.. No, in questo caso meglio lasciar stare, si rischia di cadere nel limbo degli epic fail, insomma fare una figura poco carina. Gestire notizie dell’ultimo minuto non è facile e farlo con intelligenza anche meno. Ma, in questo caso vale sempre la regola del purché se ne parli?

Credo che questo dipenda un po’ dal tipo di azienda per cui si lavora e quanto queste attività influiscano sul fatturato finale. In ogni caso, bisogna optare per il real marketing quando si ha un’idea brillante altrimenti si rischia di buttare alla spazzatura settimane di strategie comunicative portate avanti fino a quel momento. Se l’idea non ci sembra funzionare, meglio lasciar stare insomma. Questo evidenzia anche come sia necessario avere un professionista a fianco della propria azienda che sappia gestire questo tipo di iniziativa per trasformarlo in un momento positivo e utile per tutti.

Cosa ne pensi del Real Marketing? Fa parte della tua strategia di comunicazione? Mi piacerebbe sapere la tua opinione su questo argomento: sei d’accordo con me?
Vorresti leggere un argomento in particolare? Scrivimi e cercherò di parlarne quanto prima! Per tutti i suggerimenti o le osservazioni, ti invito a commentare questo articolo qui sotto oppure a scrivermi qui.

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